Valutazione Orologi — Angelo Montanari, acquisto Rolex e orologi di lusso in tutta Italia

«Big Block» suona come il nome di un modello, ma non lo trovi scritto su nessun quadrante e in nessun catalogo Tudor. È un soprannome che i collezionisti hanno dato a una cassa: quella più spessa nata nel 1976 con il primo cronografo automatico della marca. Ed è anche la parola con cui oggi si cercano, un po’ tutti insieme, i cronografi Tudor vintage.
Il problema è che i cronografi Tudor del Novecento non sono un orologio solo. Sono quattro famiglie diverse, uscite tra il 1970 e la fine degli anni Novanta, con movimenti, quadranti e soprannomi diversi: «Home Plate», «Montecarlo», «Big Block» e infine i Prince Oysterdate con vetro zaffiro. Chi ne ha uno in mano spesso non sa a quale appartiene, e la differenza conta, perché sono orologi che hanno mercati e collezionisti propri.
In questa guida trovi le quattro famiglie in ordine, i dettagli che permettono di distinguerle a colpo d’occhio e quello che guardo quando ne devo valutare uno. Tutti i dati tecnici vengono dalla storia ufficiale dei cronografi pubblicata da Tudor.
Hai un cronografo Tudor vintage e non sai quale sia? Mandami le foto su WhatsApp: ti dico che referenza è e quanto vale, gratis e in 30 minuti.
→ Contatta Angelo su WhatsApp
Richiedi una valutazione gratuita del tuo Tudor e in meno di 24h potresti venderlo. Oppure contattaci per avere maggiori informazioni.
Nel 1976 Tudor presenta i suoi primi cronografi automatici. Fino a quel momento i cronografi della marca si caricavano a mano; il nuovo movimento ha un rotore, e per fargli spazio la cassa, pur mantenendo le linee delle serie precedenti, diventa più spessa. I collezionisti la battezzano «Big Block», blocco grosso, e il nome resta anche alla serie successiva, la 79100 del 1989, che cambia poco.

Il nome ufficiale di questi orologi è un altro: Prince Oysterdate. Ma non lo cercare sul quadrante, perché non c’è. Al suo posto, sui primi esemplari, compaiono le scritte «CHRONO TIME» oppure «AUTOMATIC CHRONO TIME». È uno dei motivi per cui un Big Block si riconosce più facilmente da come è fatto che da come si chiama.
Come per i Submariner della stessa epoca, anche qui la cassa ha un legame diretto con Rolex: il fondello dei primi cronografi porta la scritta «ORIGINAL OYSTER CASE BY ROLEX GENEVA», e corona e bracciale sono firmati Rolex per buona parte della storia di questi orologi. Il perché, cioè l’origine di Tudor come seconda marca di Hans Wilsdorf, l’ho raccontato nella guida al Tudor Submariner vintage.
Il primo cronografo Tudor arriva nel 1970 e si chiama Oysterdate. Dentro c’è un movimento a carica manuale Valjoux 7734, con meccanismo cronografo a camme. La cassa misura 39 millimetri, una misura importante per l’epoca, con le anse dal bordo smussato e linee affilate che resteranno il tratto di famiglia anche nelle serie successive.
È però il quadrante a renderlo inconfondibile. Le prime referenze hanno tutte lo stesso: fondo grigio, contatori neri e minuteria su fondo bianco. Gli indici luminosi dipinti hanno una forma insolita, pentagonale, che ai collezionisti ha ricordato il piatto di casa base del baseball: da qui il soprannome «Home Plate». Il contatore dei minuti cronografici arriva a 45 minuti, invece dei 30 più comuni. I due contatori stanno a ore 3 e a ore 9 (secondi continui e minuti del cronografo) e la data è a ore 6.
La cassa Oyster e la corona a vite rendono l’orologio impermeabile fino a 50 metri, e i pulsanti a vite evitano di far partire il cronografo per sbaglio. Il bracciale è un Rolex Oyster referenza 7836 a maglie pieghevoli.
Le referenze si distinguono solo per la lunetta:
Nel 1971 arriva la seconda generazione, la serie 7100, a catalogo fino al 1977. I collezionisti la chiamano «Montecarlo», perché i quadranti ricordano il disco della roulette di un casinò.
La cassa e lo spirito del quadrante restano quelli della prima serie. Cambia il movimento: al posto del Valjoux 7734 arriva il Valjoux 234, sempre a carica manuale ma con una frequenza più alta, 21.600 alternanze l’ora contro 18.000, e con un meccanismo cronografo più raffinato, a ruota a colonne con frizione. Sulla 7149/0, per esempio, il quadrante viene ridisegnato con indici rettangolari più sottili e contatori dall’aspetto più tecnico.
La novità che più è rimasta nella memoria dei collezionisti è il colore: accanto alla versione nera e grigia, che si rifà alla prima generazione, compare una combinazione grigia e blu, con contatori e minuteria di un blu vivace e due tipi di lunette blu coordinate.
Anche qui la referenza la decide la lunetta:
Un dettaglio che conta quando si legge un annuncio: il colore non cambia la referenza. Un Montecarlo con lunetta tachimetrica in plexiglas è sempre una 7149/0, che il quadrante sia blu o nero. Nei primi anni il bracciale resta quello della prima serie; più avanti diventa un Oyster a maglie piene, referenza 78360.

Eccolo, il Big Block vero e proprio. La serie 9400, dal 1976, porta il primo movimento automatico in un cronografo Tudor: il Valjoux 7750. Ha lo stesso diametro del Valjoux 234, 30,4 millimetri, ma è più spesso di un millimetro e mezzo, batte a 28.800 alternanze l’ora e usa un meccanismo cronografo a camma e pignone oscillante, molto affidabile. È per far posto a questo movimento, e al suo rotore, che la cassa si ispessisce: da qui il soprannome.
Il nuovo movimento cambia anche il quadrante, ed è questo il modo più rapido per distinguere un Big Block dalle serie precedenti:
Come nelle serie precedenti, le referenze sono tre e si distinguono per la lunetta, con più varianti di quadrante per la stessa referenza. I quadranti seguono due strade. La più rappresentata nei cataloghi punta su un contrasto netto, bianco e nero oppure argentato e bianco: la 9430/0 del 1976, per esempio, ha quadrante nero e tre contatori bianchi. L’altra riprende lo spirito dei Home Plate e dei Montecarlo, e i collezionisti la chiamano «Exotic», proprio perché compariva di rado a catalogo: minuteria a settori come una roulette, lancetta dei secondi arancione, la scritta «AUTOMATIC CHRONO TIME» che segue la curva del contatore delle ore a ore 6.
Alcuni esemplari hanno poi una particolarità di cassa: protezioni della corona squadrate, che i collezionisti chiamano «Square Guards». Tudor ne documenta una 9420/0 del 1985 con quadrante Exotic grigio, zone blu e scritte arancioni, e lunetta in plexiglas blu, la stessa idea della Montecarlo 7149/0. La 9421/0 è invece la versione con lunetta girevole.
Nel 1989 la serie 9400 lascia il posto alla serie 79100. La cassa resta la stessa, e con lei il soprannome Big Block; le modifiche sono soprattutto estetiche. Sulla 79160 il quadrante torna a portare la scritta «OYSTERDATE»; cassa e corona sono ancora firmate Rolex, ma sul fermaglio del bracciale compare il logo Tudor. La 79170, che prende il posto della 9421/0 con lunetta girevole, ha un bracciale Oyster ormai firmato Tudor, anche se con lo stesso numero di riferimento 78360. Negli annunci si incontra spesso anche la 79180 presentata come Big Block: la storia ufficiale di Tudor non la nomina, quindi qui non le attribuisco caratteristiche.
Nel 1995 arriva l’ultima generazione di cronografi Oysterdate del secolo, la serie 79200. Qui la cassa cambia carattere: dopo tre generazioni di linee squadrate e severe, si affina e si addolcisce, con curve più morbide. Raccontando questa serie, Tudor stessa non usa più il soprannome Big Block, ed è bene saperlo quando si legge un annuncio che lo usa con troppa generosità.
Le novità che la rendono riconoscibile sono tre: un quadrante argentato con contatori color crema, una lunetta tachimetrica con inserto in alluminio anodizzato nero al posto del plexiglas, e un vetro zaffiro con lente Cyclope sopra la data. Il movimento è sempre il Valjoux 7750, ma in una versione molto curata: decorazione interamente bouchonné che Tudor chiama «speciale TUDOR», scritte del rotore incise e dorate, viti lucide.
Sono anche gli anni in cui il legame visibile con Rolex si scioglie. Nel 1996 Montres Tudor S.A. compie cinquant’anni e dalle casse, dalle corone e dai bracciali spariscono progressivamente i riferimenti a Rolex. Dal 1997 il quadrante porta la scritta «PRINCE DATE» e diventa disponibile il cinturino in pelle; dal 1998 compare un bracciale a cinque maglie firmato Tudor, referenza 62490.
Solo i dati riportati dalla storia ufficiale Tudor. Dove la fonte non indica un dato, la cella resta vuota.
| Serie | Anni | Movimento | Carica | Data | Referenze | Soprannome |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Oysterdate, serie 7000 | 1970 | Valjoux 7734, 18.000 alt/h | Manuale | Ore 6 | 7031/0 (plexiglas), 7032/0 (acciaio); 7033/0 prototipo | «Home Plate» |
| Oysterdate, serie 7100 | 1971-1977 | Valjoux 234, 21.600 alt/h, ruota a colonne | Manuale | — | 7149/0 (plexiglas), 7159/0 (acciaio), 7169/0 (girevole 12 ore) | «Montecarlo» |
| Prince Oysterdate, serie 9400 | dal 1976 | Valjoux 7750, 28.800 alt/h | Automatica | Ore 3, cambio rapido | 9430/0, 9420/0, 9421/0 (girevole) | «Big Block» |
| Prince Oysterdate, serie 79100 | dal 1989 | Valjoux 7750 | Automatica | Ore 3 | 79160, 79170 (girevole) | «Big Block» |
| Prince Oysterdate, serie 79200 | dal 1995 | Valjoux 7750, finitura «speciale TUDOR» | Automatica | Con lente Cyclope | 79260, 79280 | — |
Se hai davanti un cronografo Tudor vintage e non sai di quale serie sia, bastano poche domande, in quest’ordine.
1. Si carica a mano o è automatico? Se va caricato a mano tutti i giorni e la cassa è relativamente sottile, sei tra Home Plate e Montecarlo. Se è automatico, sei da Big Block in poi.
2. Quanti contatori e dov’è la data? Due contatori, a ore 3 e a ore 9, e data a ore 6: prima serie. Tre contatori raggruppati verso sinistra e data a ore 3: Big Block o serie successive.
3. Che indici ha il quadrante? Indici pentagonali e contatore dei minuti fino a 45: è un Home Plate. Indici rettangolari sottili e grafica «a roulette», magari blu: è un Montecarlo.
4. Cosa c’è scritto sul quadrante? «CHRONO TIME» o «AUTOMATIC CHRONO TIME»: serie 9400. «OYSTERDATE» su un automatico: 79100 o prima parte della 79200. «PRINCE DATE»: fine anni Novanta.
5. Com’è il vetro? Plexiglas: fino alla serie 79100. Zaffiro con lente sopra la data: serie 79200.
6. Com’è la lunetta? Ti dice la referenza dentro la serie: plexiglas tachimetrico, acciaio tachimetrico inciso, girevole, e dal 1995 inserto in alluminio.
7. Dove compare il nome Rolex? Sul fondello, sulla corona e sul bracciale dei primi esemplari. Con la 79160 il fermaglio porta il logo Tudor, con la 79170 il bracciale è firmato Tudor, e dalla metà degli anni Novanta i riferimenti a Rolex spariscono.
Se le risposte non tornano tra loro, per esempio un movimento automatico con una lunetta che appartiene a una serie a carica manuale, non è per forza un falso: è più spesso un orologio a cui nel tempo sono state cambiate delle parti. Ma è esattamente il punto da chiarire prima di comprarlo o di venderlo.
Come per tutti i vintage, su un cronografo Tudor il valore lo fa la coerenza: un orologio le cui parti appartengono tutte alla stessa referenza e alla stessa epoca vale molto più di uno ricomposto. Ecco cosa controllo, in ordine.
Il quadrante. È la parte che pesa di più. Deve essere quello giusto per la referenza e la serie, e originale: i quadranti rifatti o di ricambio si riconoscono dalla stampa e dalla luminescenza, che deve essere invecchiata allo stesso modo su indici e lancette. Sui quadranti «Exotic» dei Big Block, che comparivano di rado a catalogo, la verifica dell’originalità va fatta con ancora più cura.
La lunetta. È lei che definisce la referenza, quindi deve essere coerente con il resto. Gli inserti in plexiglas sono delicati, possono incrinarsi o scheggiarsi, e un inserto sostituito cambia il quadro.
Il movimento. Deve essere quello della serie: Valjoux 7734 nei primi, 234 nei Montecarlo, 7750 dai Big Block in poi. Un cronografo vintage ha anche bisogno che il meccanismo funzioni correttamente: partenza, arresto e azzeramento.
La cassa. Spigoli netti e smussi delle anse ancora visibili dicono che non è stata lucidata a fondo. Le lucidature arrotondano proprio le linee affilate che sono il carattere di queste casse: è lo stesso discorso che faccio per lucidare un Rolex. Su un Big Block guardo anche le protezioni della corona, perché le «Square Guards» sono una particolarità di alcune serie.
Pulsanti, corona e bracciale. Pulsanti a vite presenti e funzionanti, corona corretta, bracciale coerente con l’epoca e con le firme che deve avere.
Il corredo. Scatola, garanzia, ricevute di assistenza: su orologi di quarant’anni e più sono rari, e quando ci sono contano.
Prezzi qui non ne trovi. Su questi orologi la differenza tra due esemplari della stessa referenza può essere enorme, e una cifra generica non aiuterebbe nessuno: serve guardare quell’orologio.
Se hai un cronografo Tudor vintage, mandami su WhatsApp queste foto, con luce naturale e senza flash:
Ti rispondo entro 30 minuti con la serie, la referenza e una valutazione motivata. Se decidi di vendere, verifico l’orologio dal vivo e ti pago con bonifico istantaneo al momento del ritiro. Se cerchi invece i subacquei della stessa marca, trovi tutte le referenze nella guida al Tudor Submariner vintage; per il confronto con i cronografi Rolex della stessa epoca, c’è l’articolo sul Rolex Daytona Paul Newman.
→ Richiedi la valutazione del tuo Tudor su WhatsApp
Le fonti di tutti i dati tecnici sono le pagine storiche di Tudor sui cronografi del 1970, del periodo 1971-1976, 1976-1991 e 1995-2000.
Perché nel 1976, con il primo cronografo automatico Tudor, la cassa diventò più spessa per fare spazio al rotore del movimento Valjoux 7750. I collezionisti la soprannominarono «Big Block», e il nome è rimasto anche alla serie 79100 del 1989, che usa la stessa cassa. Il nome ufficiale è Prince Oysterdate.
Il Montecarlo (1971-1977) è a carica manuale, con movimento Valjoux 234, due contatori e quadranti dalla grafica «a roulette». Il Big Block (dal 1976) è automatico, con Valjoux 7750, tre contatori raggruppati a sinistra, data a ore 3 e cassa più spessa.
È il soprannome della prima serie di cronografi Tudor, del 1970 (referenze 7031/0 e 7032/0), per via degli indici luminosi pentagonali che ricordano il piatto di casa base del baseball. Hanno anche un contatore dei minuti fino a 45 e la data a ore 6.
Il Valjoux 7750, automatico, a 28.800 alternanze l'ora, sia nella serie 9400 sia nella 79100. Lo stesso movimento, in una versione più rifinita, resta anche nella serie 79200 dal 1995.
Le serie storiche hanno cassa e corona firmate Rolex, e sui primi cronografi il fondello porta la scritta «Original Oyster Case by Rolex Geneva». Con la 79160 compare il logo Tudor sul fermaglio, con la 79170 il bracciale è firmato Tudor, e dalla metà degli anni Novanta i riferimenti a Rolex spariscono progressivamente.
79160 e 79170 appartengono alla serie Big Block del 1989 (la 79170 è quella con lunetta girevole e bracciale firmato Tudor). La 79260 appartiene alla serie successiva, dal 1995: cassa più morbida, vetro zaffiro con lente sulla data, lunetta tachimetrica con inserto in alluminio.
Non lo posso dire in generale, e diffiderei di chi lo fa. Un cronografo Tudor vintage originale e coerente ha un mercato collezionistico proprio; uno con quadrante o lunetta sostituiti vale molto meno. Se ne hai uno, la cosa utile è farlo valutare per quello che è.
Angelo Montanari è il consulente specializzato nella valutazione di orologi Rolex dietro valutazione-orologi.it. Da oltre 25 anni analizza referenze, condizioni e dinamiche del mercato secondario. Ha supportato centinaia di privati e collezionisti nella stima e vendita del loro Rolex — con 147+ recensioni verificate su Google Maps. Attraverso valutazione-orologi.it supporta privati e collezionisti nella stima reale e trasparente dei propri orologi, fornendo analisi basate su dati di mercato aggiornati, condizioni dell’esemplare e rarità della referenza. Il suo approccio unisce competenza tecnica, conoscenza del mercato e attenzione alla massima riservatezza nelle operazioni di vendita e valutazione.
Non abbiamo nulla da nascondere: le testimonianze che trovi qui sotto sono esperienze reali di clienti che hanno scelto il nostro servizio di valutazione Rolex.

Valutazione e vendita Rolex
Ottimo servizio . Persone precise, puntuali ed estremamente professionali.Complimenti per l’ottimo servizio, l’attenzione al cliente e l’estrema professionalità. Caldamente consigliato

Valutazione e vendita Rolex
Servizio chiaro ed efficiente da parte del Signor Angelo!

Valutazione e vendita Rolex
Ho avuto il piacere di trattare più volte con Angelo, titolare dell’attività. Persona seria, affidabile e molto professionale. La sua competenza e la cura con cui segue ogni trattativa trasmettono grande fiducia. Attività di alto livello, assolutamente consigliata per chi cerca serietà e qualità nel settore degli orologi e preziosi di lusso.

Valutazione e vendita Rolex
Angelo una persona super gentile...mi ha aiutato a verificare orologi, se veri o falsi ..super onesto grazie

Valutazione e vendita Rolex
Ho venduto a loro un orologio Rolex e da subito ho capito di trattare con un'azienda familiare seria, onesta e molto professionale. Consigliatissimo a tutti.

Valutazione e vendita Rolex
Ho venduto un Rolex.Trattativa semplice. Indicazioni chiare. Massima disponibilità

Valutazione e vendita Rolex
Ho trovato la persona giusta, disponibile e capace, il sig. Angelo si è dimostrato professionale e concreto. Uno dei pochi che mi sento di consigliare in questo settore
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni. I dati personali o i cookie potrebbero essere usati per la personalizzazione degli annunci.