Valutazione Orologi — Angelo Montanari, acquisto Rolex e orologi di lusso in tutta Italia

Tra gli orologi di Patek Philippe ce n’è uno che non è né tondo né rettangolare, e che proprio per questo si riconosce da lontano: la Golden Ellipse. Una cassa ovale, sottile, un quadrante quasi spoglio, niente complicazioni. È un orologio che a molti sembra semplice, e che invece nasce da un’idea di proporzione precisa.
Chi me ne porta una da valutare, il più delle volte, ha in mano una Ellipse vintage: l’orologio di un genitore o di un nonno, comprato negli anni Settanta. E spesso non sa che quella Ellipse e quella che vede oggi sul sito di Patek hanno la stessa forma ma sono orologi diversi, a partire dal movimento.
In questa guida trovi da dove viene la forma, come è fatta la Ellipse vintage, com’è composta la collezione attuale, cosa distingue le due e cosa guardo quando ne devo valutare una. I dati tecnici vengono dal sito ufficiale di Patek Philippe e, per le vintage, dalle schede delle case d’asta. Dove le fonti non sono d’accordo, te lo dico e non scrivo il dato.
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La Golden Ellipse arriva nel 1968, e Patek la presenta così: una deviazione audace dai design convenzionali, il riflesso dell’indipendenza della maison e del suo rifiuto di seguire le mode.
Il nome dice già quasi tutto. «Golden» non si riferisce all’oro della cassa, anche se tutte le Ellipse di cui parlo qui sono in oro o in platino, ma alla sezione aurea: il rapporto di proporzione studiato dai matematici dell’antica Grecia e ritrovato, scrive Patek, nelle proporzioni delle più grandi opere d’arte e d’architettura. La cassa è stata disegnata attorno a quel rapporto. Il risultato è una forma che Patek descrive come un incrocio tra un cerchio e un rettangolo: abbastanza morbida da non sembrare squadrata, abbastanza allungata da non sembrare un tondo schiacciato.
Il quadrante segue la stessa logica di sottrazione. Indici sottili, lancette in oro, nessun dettaglio superfluo. Thierry Stern, presidente di Patek Philippe, sulla pagina della collezione dice che la Golden Ellipse è uno di quegli orologi che mostrano come si fa un Patek: niente artifici, solo purezza e un design semplice. Patek la definisce oggi una delle creazioni più riconoscibili della sua collezione.
Chi l’abbia disegnata è una domanda a cui non rispondo. Nelle fonti che ho letto circolano nomi diversi e versioni diverse della storia, nessuna confermata da Patek. Su un orologio comprato da collezionisti esperti, preferisco non aggiungere un’attribuzione in più a quelle che già girano.
La referenza vintage che vedo più spesso, e quella meglio documentata dalle case d’asta, è la 3548. Le schede di Sotheby’s di due esemplari, uno dei primi anni Settanta e uno del 1974, la descrivono con caratteristiche costanti.
La cassa è in oro 18 carati, giallo o bianco, con fondello a pressione: non si avvita, si chiude a scatto. È un dettaglio importante quando la si apre per controllare il movimento, perché richiede attenzione per non segnare il bordo.
Il movimento è il calibro 23-300, a carica manuale, con 18 rubini. Non c’è rotore e non c’è carica automatica: l’orologio si carica dalla corona, ogni giorno o quasi. È la differenza principale con le Ellipse di oggi, e su una vintage è anche la prima cosa da verificare, perché un calibro a carica manuale che non è stato revisionato da anni va controllato prima di dare qualunque giudizio.
Il bracciale. La 3548 esiste sia su cinturino sia con bracciale. La versione 3548/1 ha un bracciale integrato in oro, firmato Patek Philippe: Sotheby’s ne descrive un esemplare in oro bianco con quadrante blu, firmato su cassa, quadrante e movimento. Sulle Ellipse vintage il bracciale integrato fa parte dell’orologio, non è un accessorio: se manca o è stato sostituito, è un altro orologio.
I quadranti. Ne esistono diversi colori, dai dorati ai blu. Ci sono anche esemplari con quadranti personalizzati per clienti particolari: Sotheby’s ha venduto una 3548 del 1974 con l’emblema nazionale dell’Iraq sul quadrante. Per quell’esemplare l’Estratto dagli Archivi di Patek confermava la data di vendita, il 30 settembre 1977. È un buon esempio di come i documenti ufficiali completino la storia di una Ellipse vintage: ne parlo nella guida alla Patek Philippe usata e vintage.
Le altre referenze. La 3548 non è l’unica Ellipse vintage: esistono altre referenze. Su quali siano, in che anni e con che calibri, però, le fonti che ho trovato, quasi tutte di negozi, non sono d’accordo tra loro. Per questo non le metto in elenco: quando mi arriva una Ellipse con un numero di referenza diverso, la identifico sull’orologio, guardando cassa, movimento e documenti.
Nel 2008, per i quarant’anni della Golden Ellipse, Patek presenta una versione più grande, che Patek stessa chiama «jumbo»: la 5738P, per la prima volta in platino, con quadrante blu soleil e indici applicati in oro. È l’inizio della famiglia 5738, che è il cuore della collezione attuale.
Oggi, sul sito di Patek, la Golden Ellipse conta sei referenze in due taglie.
| Referenza | Metallo | Quadrante | Cinturino o bracciale | Cassa | Spessore |
|---|---|---|---|---|---|
| 5738R-001 | oro rosa | nero ebano soleil | alligatore nero | 34,5 × 39,5 mm | 5,9 mm |
| 5738P-001 | platino | blu soleil | alligatore blu navy | 34,5 × 39,5 mm | 5,9 mm |
| 5738/1R-001 | oro rosa | nero ebano soleil | bracciale a catena in oro rosa | 34,5 × 39,5 mm | 5,9 mm |
| 5738/51G-001 | oro bianco | smalto nero champlevé inciso a mano | alligatore nero | 34,5 × 39,5 mm | 6,58 mm |
| 5738G-001 (2026) | oro bianco | verde oliva soleil | vitello verde oliva | 34,5 × 39,5 mm | 5,9 mm |
| 3738/100G-014 (2026) | oro bianco | verde oliva soleil | vitello verde oliva | 31,1 × 35,6 mm | 5,9 mm |
Qualche dettaglio che dalla tabella non si vede.
Un diamante a ore 6. La 5738P in platino ha, secondo la scheda ufficiale, un diamante incastonato sulla carrure a ore 6: un dettaglio da controllare se qualcuno ti propone una 5738P.
La 5738/1R ha un bracciale a catena brevettato, in oro rosa lucido, composto da 363 elementi, di cui oltre 300 maglie montate a mano, con un fermaglio inciso regolabile in tre posizioni. È la prima 5738 con bracciale a catena, e Patek la presenta come un omaggio agli anni Settanta, il decennio in cui la Golden Ellipse è diventata un’icona.
La 5738/51G è un pezzo di Rare Handcrafts. Il quadrante in oro 18 carati viene scavato per ricevere lo smalto nero Grand Feu, con la tecnica champlevé, e le parti in rilievo vengono incise a mano con motivi vegetali e floreali. Attenzione a un dettaglio pratico: secondo la scheda ufficiale è protetta da umidità e polvere ma non è impermeabile. Le altre referenze sono impermeabili fino a 30 metri.
Le novità del 2026 portano il quadrante verde oliva in entrambe le taglie, la 5738G grande e la 3738/100G media, in oro bianco con cinturino in vitello verde oliva e cuciture color crema. Patek scrive che il verde richiama l’estetica degli anni Settanta.
Su tre referenze, la 5738R, la 5738/1R e la 5738/51G, la corona ha un cabochon di onice nero. Tutte hanno fondello pieno, quadrante con base in oro 18 carati e lancette «cheveu», sottili come un capello. Patek propone anche due paia di gemelli coordinati, in oro rosa e in oro bianco.
Tutte le Golden Ellipse attuali montano lo stesso movimento: il calibro 240, automatico e ultrapiatto. È lui a spiegare perché una cassa in oro di queste dimensioni resti spessa appena 5,9 millimetri.
Il segreto è il rotore. Nei movimenti automatici classici il rotore, la massa che oscillando carica la molla, gira sopra tutto il movimento e ne aumenta lo spessore. Nel 240 è un minirotore decentrato in oro 22 carati, incassato nel movimento stesso: carica l’orologio senza aggiungere altezza. Il risultato è un movimento spesso 2,53 millimetri.
I dati della scheda ufficiale: diametro 27,5 mm, 152 componenti, 27 rubini, riserva di carica di almeno 48 ore, frequenza di 21.600 alternanze l’ora (3 Hz), bilanciere Gyromax e spirale Spiromax. Come tutti i movimenti meccanici di Patek, rispetta i criteri del Sigillo Patek Philippe.
Per chi possiede una Ellipse moderna questo significa un orologio che si carica portandolo, con due giorni di autonomia se lo lasci sul comodino. Per chi possiede una vintage, è il promemoria che il suo orologio funziona in un altro modo: va caricato a mano.
| Ellipse vintage (3548) | Golden Ellipse attuale (5738, 3738/100) | |
|---|---|---|
| Carica | manuale | automatica |
| Calibro | 23-300, 18 rubini | 240, 27 rubini, minirotore in oro 22 ct |
| Fondello | a pressione | pieno |
| Metalli | oro giallo o bianco 18 ct | oro rosa, oro bianco, platino |
| Bracciale | cinturino, oppure bracciale integrato (3548/1) | cinturino, oppure bracciale a catena (5738/1R) |
| Impermeabilità | — | 30 m (tranne la 5738/51G) |
| Documenti tipici | Estratto dagli Archivi | Certificato d’Origine, garanzia |
Il trattino indica un dato che le fonti che ho letto non riportano per la 3548.
Il nuovo. I prezzi delle referenze attuali sono pubblicati da Patek sulle schede del suo sito, per esempio quella della 5738P o della 3738/100G. Non li riporto qui: la scheda non indica a quale paese si riferisca la cifra, e preferisco mandarti alla fonte piuttosto che scrivere un numero che in Italia potrebbe non essere quello giusto. Sulle leve che spostano il prezzo di un Patek in generale, materiale, complicazione, rarità, ho scritto la guida al prezzo dei Patek Philippe.
L’usato e il vintage. Qui non esiste una cifra unica, e diffiderei di chi te ne dà una a occhio. Su una Ellipse il valore lo fanno l’epoca e la referenza, il metallo, la presenza del bracciale integrato originale, lo stato del quadrante e della cassa, il funzionamento del movimento e i documenti. Due 3548 apparentemente uguali possono valere cifre molto diverse.
E un’avvertenza che vale per tutte le Ellipse in oro: non sono oro da pesare. Il metallo è una parte minore del valore di un Patek, ed è lo stesso discorso che faccio per qualunque orologio d’oro con una firma importante.
Quando mi arriva una Ellipse, l’ordine è sempre lo stesso.
Vintage o moderna. La prima cosa è capire quale ho davanti. Fondello a pressione e carica manuale da una parte, fondello pieno, carica automatica e minirotore dall’altra. Da lì parto per identificare la referenza.
Il quadrante. Su una Ellipse il quadrante è quasi tutto: è grande rispetto alla cassa ed è spoglio, quindi ogni difetto si vede. Controllo che sia originale, non restaurato o ridipinto, e che le firme siano coerenti. I quadranti delle vintage sono delicati, e un restauro cambia il giudizio di un collezionista.
La cassa. Su una forma così sottile e morbida le lucidature si notano subito: ammorbidiscono i profili e consumano l’oro. Una cassa che conserva le sue linee vale di più di una lucidata più volte.

Il bracciale. Se la referenza lo prevede, come sulla 3548/1 o sulla 5738/1R, deve esserci, completo di maglie e originale. Su una vintage un bracciale integrato mancante o sostituito pesa parecchio.
Il movimento. Su una vintage controllo che la carica manuale funzioni correttamente e chiedo quando è stata fatta l’ultima revisione. Su una moderna verifico la carica automatica e lo stato generale.
I documenti. Certificato d’Origine e garanzia per le moderne, eventuale Estratto dagli Archivi per le vintage, ricevute di assistenza Patek per entrambe. Cosa sono, come si chiedono e quanto pesano l’ho spiegato nella guida alla Patek Philippe usata e vintage.
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Fonti: la pagina della collezione Golden Ellipse e le schede delle sei referenze attuali sul sito di Patek Philippe; le schede di lotto Sotheby’s della 3548 e della 3548/1. Lette il 15 ottobre 2026.
Perché le proporzioni della cassa sono ispirate alla sezione aurea, il «golden ratio» studiato dai matematici dell'antica Grecia. «Golden» si riferisce a quella proporzione, non al metallo, ed «Ellipse» alla forma ovale della cassa, a metà tra un cerchio e un rettangolo.
Nel 1968. Nel 2008, per il quarantesimo anniversario, Patek ha presentato la versione più grande in platino, la 5738P, da cui deriva la famiglia 5738 di oggi.
La 3548, la referenza vintage più documentata, monta il calibro 23-300 a carica manuale, con 18 rubini, in una cassa in oro 18 carati con fondello a pressione. Le Golden Ellipse attuali montano invece il calibro 240 automatico, con minirotore in oro 22 carati.
La taglia. Le 5738 misurano 34,5 × 39,5 mm, la 3738/100 attuale 31,1 × 35,6 mm. Entrambe montano il calibro 240 e hanno una cassa spessa 5,9 mm. Nel 2026 sono uscite tutte e due in oro bianco con quadrante verde oliva.
È un orologio sottile ed elegante che sta bene a polsi diversi. Le due taglie attuali aiutano a scegliere: la 5738 è più presente, la 3738/100 più discreta. Per le collezioni che Patek pensa per il polso femminile c'è la guida ai Patek Philippe da donna.
Le referenze attuali sono impermeabili fino a 30 metri, tranne la 5738/51G con quadrante in smalto, che secondo la scheda ufficiale è protetta solo da umidità e polvere. Un orologio così, comunque, non è fatto per l'acqua. Per le vintage, va valutato esemplare per esemplare.
Dipende da referenza, epoca, metallo, bracciale, condizioni del quadrante e della cassa, stato del movimento e documenti. Non esiste una cifra valida per tutte: serve vedere l'orologio. Mandami le foto e ti rispondo in 30 minuti.
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