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Patek Philippe Golden Ellipse: dalla 3548 del 1968 alla 5738 di oggi

Illustrazione AI di un Patek Philippe Golden Ellipse in oro rosa con quadrante nero.

Tra gli orologi di Patek Philippe ce n’è uno che non è né tondo né rettangolare, e che proprio per questo si riconosce da lontano: la Golden Ellipse. Una cassa ovale, sottile, un quadrante quasi spoglio, niente complicazioni. È un orologio che a molti sembra semplice, e che invece nasce da un’idea di proporzione precisa.

Chi me ne porta una da valutare, il più delle volte, ha in mano una Ellipse vintage: l’orologio di un genitore o di un nonno, comprato negli anni Settanta. E spesso non sa che quella Ellipse e quella che vede oggi sul sito di Patek hanno la stessa forma ma sono orologi diversi, a partire dal movimento.

In questa guida trovi da dove viene la forma, come è fatta la Ellipse vintage, com’è composta la collezione attuale, cosa distingue le due e cosa guardo quando ne devo valutare una. I dati tecnici vengono dal sito ufficiale di Patek Philippe e, per le vintage, dalle schede delle case d’asta. Dove le fonti non sono d’accordo, te lo dico e non scrivo il dato.

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Sommario

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1968: un ovale costruito sulla sezione aurea

La Golden Ellipse arriva nel 1968, e Patek la presenta così: una deviazione audace dai design convenzionali, il riflesso dell’indipendenza della maison e del suo rifiuto di seguire le mode.

Il nome dice già quasi tutto. «Golden» non si riferisce all’oro della cassa, anche se tutte le Ellipse di cui parlo qui sono in oro o in platino, ma alla sezione aurea: il rapporto di proporzione studiato dai matematici dell’antica Grecia e ritrovato, scrive Patek, nelle proporzioni delle più grandi opere d’arte e d’architettura. La cassa è stata disegnata attorno a quel rapporto. Il risultato è una forma che Patek descrive come un incrocio tra un cerchio e un rettangolo: abbastanza morbida da non sembrare squadrata, abbastanza allungata da non sembrare un tondo schiacciato.

Il quadrante segue la stessa logica di sottrazione. Indici sottili, lancette in oro, nessun dettaglio superfluo. Thierry Stern, presidente di Patek Philippe, sulla pagina della collezione dice che la Golden Ellipse è uno di quegli orologi che mostrano come si fa un Patek: niente artifici, solo purezza e un design semplice. Patek la definisce oggi una delle creazioni più riconoscibili della sua collezione.

Chi l’abbia disegnata è una domanda a cui non rispondo. Nelle fonti che ho letto circolano nomi diversi e versioni diverse della storia, nessuna confermata da Patek. Su un orologio comprato da collezionisti esperti, preferisco non aggiungere un’attribuzione in più a quelle che già girano.

La Ellipse vintage: la 3548 e le altre

La referenza vintage che vedo più spesso, e quella meglio documentata dalle case d’asta, è la 3548. Le schede di Sotheby’s di due esemplari, uno dei primi anni Settanta e uno del 1974, la descrivono con caratteristiche costanti.

La cassa è in oro 18 carati, giallo o bianco, con fondello a pressione: non si avvita, si chiude a scatto. È un dettaglio importante quando la si apre per controllare il movimento, perché richiede attenzione per non segnare il bordo.

Il movimento è il calibro 23-300, a carica manuale, con 18 rubini. Non c’è rotore e non c’è carica automatica: l’orologio si carica dalla corona, ogni giorno o quasi. È la differenza principale con le Ellipse di oggi, e su una vintage è anche la prima cosa da verificare, perché un calibro a carica manuale che non è stato revisionato da anni va controllato prima di dare qualunque giudizio.

Il bracciale. La 3548 esiste sia su cinturino sia con bracciale. La versione 3548/1 ha un bracciale integrato in oro, firmato Patek Philippe: Sotheby’s ne descrive un esemplare in oro bianco con quadrante blu, firmato su cassa, quadrante e movimento. Sulle Ellipse vintage il bracciale integrato fa parte dell’orologio, non è un accessorio: se manca o è stato sostituito, è un altro orologio.

I quadranti. Ne esistono diversi colori, dai dorati ai blu. Ci sono anche esemplari con quadranti personalizzati per clienti particolari: Sotheby’s ha venduto una 3548 del 1974 con l’emblema nazionale dell’Iraq sul quadrante. Per quell’esemplare l’Estratto dagli Archivi di Patek confermava la data di vendita, il 30 settembre 1977. È un buon esempio di come i documenti ufficiali completino la storia di una Ellipse vintage: ne parlo nella guida alla Patek Philippe usata e vintage.

Le altre referenze. La 3548 non è l’unica Ellipse vintage: esistono altre referenze. Su quali siano, in che anni e con che calibri, però, le fonti che ho trovato, quasi tutte di negozi, non sono d’accordo tra loro. Per questo non le metto in elenco: quando mi arriva una Ellipse con un numero di referenza diverso, la identifico sull’orologio, guardando cassa, movimento e documenti.

Dal 2008 a oggi: la 5738 e la 3738/100

Nel 2008, per i quarant’anni della Golden Ellipse, Patek presenta una versione più grande, che Patek stessa chiama «jumbo»: la 5738P, per la prima volta in platino, con quadrante blu soleil e indici applicati in oro. È l’inizio della famiglia 5738, che è il cuore della collezione attuale.

Oggi, sul sito di Patek, la Golden Ellipse conta sei referenze in due taglie.

ReferenzaMetalloQuadranteCinturino o braccialeCassaSpessore
5738R-001oro rosanero ebano soleilalligatore nero34,5 × 39,5 mm5,9 mm
5738P-001platinoblu soleilalligatore blu navy34,5 × 39,5 mm5,9 mm
5738/1R-001oro rosanero ebano soleilbracciale a catena in oro rosa34,5 × 39,5 mm5,9 mm
5738/51G-001oro biancosmalto nero champlevé inciso a manoalligatore nero34,5 × 39,5 mm6,58 mm
5738G-001 (2026)oro biancoverde oliva soleilvitello verde oliva34,5 × 39,5 mm5,9 mm
3738/100G-014 (2026)oro biancoverde oliva soleilvitello verde oliva31,1 × 35,6 mm5,9 mm

Qualche dettaglio che dalla tabella non si vede.

Un diamante a ore 6. La 5738P in platino ha, secondo la scheda ufficiale, un diamante incastonato sulla carrure a ore 6: un dettaglio da controllare se qualcuno ti propone una 5738P.

La 5738/1R ha un bracciale a catena brevettato, in oro rosa lucido, composto da 363 elementi, di cui oltre 300 maglie montate a mano, con un fermaglio inciso regolabile in tre posizioni. È la prima 5738 con bracciale a catena, e Patek la presenta come un omaggio agli anni Settanta, il decennio in cui la Golden Ellipse è diventata un’icona.

La 5738/51G è un pezzo di Rare Handcrafts. Il quadrante in oro 18 carati viene scavato per ricevere lo smalto nero Grand Feu, con la tecnica champlevé, e le parti in rilievo vengono incise a mano con motivi vegetali e floreali. Attenzione a un dettaglio pratico: secondo la scheda ufficiale è protetta da umidità e polvere ma non è impermeabile. Le altre referenze sono impermeabili fino a 30 metri.

Le novità del 2026 portano il quadrante verde oliva in entrambe le taglie, la 5738G grande e la 3738/100G media, in oro bianco con cinturino in vitello verde oliva e cuciture color crema. Patek scrive che il verde richiama l’estetica degli anni Settanta.

Su tre referenze, la 5738R, la 5738/1R e la 5738/51G, la corona ha un cabochon di onice nero. Tutte hanno fondello pieno, quadrante con base in oro 18 carati e lancette «cheveu», sottili come un capello. Patek propone anche due paia di gemelli coordinati, in oro rosa e in oro bianco.

Il calibro 240: perché la cassa è così sottile

Tutte le Golden Ellipse attuali montano lo stesso movimento: il calibro 240, automatico e ultrapiatto. È lui a spiegare perché una cassa in oro di queste dimensioni resti spessa appena 5,9 millimetri.

Il segreto è il rotore. Nei movimenti automatici classici il rotore, la massa che oscillando carica la molla, gira sopra tutto il movimento e ne aumenta lo spessore. Nel 240 è un minirotore decentrato in oro 22 carati, incassato nel movimento stesso: carica l’orologio senza aggiungere altezza. Il risultato è un movimento spesso 2,53 millimetri.

I dati della scheda ufficiale: diametro 27,5 mm, 152 componenti, 27 rubini, riserva di carica di almeno 48 ore, frequenza di 21.600 alternanze l’ora (3 Hz), bilanciere Gyromax e spirale Spiromax. Come tutti i movimenti meccanici di Patek, rispetta i criteri del Sigillo Patek Philippe.

Per chi possiede una Ellipse moderna questo significa un orologio che si carica portandolo, con due giorni di autonomia se lo lasci sul comodino. Per chi possiede una vintage, è il promemoria che il suo orologio funziona in un altro modo: va caricato a mano.

Vintage e attuale a confronto

Ellipse vintage (3548)Golden Ellipse attuale (5738, 3738/100)
Caricamanualeautomatica
Calibro23-300, 18 rubini240, 27 rubini, minirotore in oro 22 ct
Fondelloa pressionepieno
Metallioro giallo o bianco 18 ctoro rosa, oro bianco, platino
Braccialecinturino, oppure bracciale integrato (3548/1)cinturino, oppure bracciale a catena (5738/1R)
Impermeabilità—30 m (tranne la 5738/51G)
Documenti tipiciEstratto dagli ArchiviCertificato d’Origine, garanzia

Il trattino indica un dato che le fonti che ho letto non riportano per la 3548.

Quanto costa una Patek Philippe Golden Ellipse

Il nuovo. I prezzi delle referenze attuali sono pubblicati da Patek sulle schede del suo sito, per esempio quella della 5738P o della 3738/100G. Non li riporto qui: la scheda non indica a quale paese si riferisca la cifra, e preferisco mandarti alla fonte piuttosto che scrivere un numero che in Italia potrebbe non essere quello giusto. Sulle leve che spostano il prezzo di un Patek in generale, materiale, complicazione, rarità, ho scritto la guida al prezzo dei Patek Philippe.

L’usato e il vintage. Qui non esiste una cifra unica, e diffiderei di chi te ne dà una a occhio. Su una Ellipse il valore lo fanno l’epoca e la referenza, il metallo, la presenza del bracciale integrato originale, lo stato del quadrante e della cassa, il funzionamento del movimento e i documenti. Due 3548 apparentemente uguali possono valere cifre molto diverse.

E un’avvertenza che vale per tutte le Ellipse in oro: non sono oro da pesare. Il metallo è una parte minore del valore di un Patek, ed è lo stesso discorso che faccio per qualunque orologio d’oro con una firma importante.

Cosa guardo quando valuto una Golden Ellipse

Quando mi arriva una Ellipse, l’ordine è sempre lo stesso.

Vintage o moderna. La prima cosa è capire quale ho davanti. Fondello a pressione e carica manuale da una parte, fondello pieno, carica automatica e minirotore dall’altra. Da lì parto per identificare la referenza.

Il quadrante. Su una Ellipse il quadrante è quasi tutto: è grande rispetto alla cassa ed è spoglio, quindi ogni difetto si vede. Controllo che sia originale, non restaurato o ridipinto, e che le firme siano coerenti. I quadranti delle vintage sono delicati, e un restauro cambia il giudizio di un collezionista.

La cassa. Su una forma così sottile e morbida le lucidature si notano subito: ammorbidiscono i profili e consumano l’oro. Una cassa che conserva le sue linee vale di più di una lucidata più volte.

Illustrazione AI del controllo del profilo sottile della cassa di una Golden Ellipse.

Il bracciale. Se la referenza lo prevede, come sulla 3548/1 o sulla 5738/1R, deve esserci, completo di maglie e originale. Su una vintage un bracciale integrato mancante o sostituito pesa parecchio.

Il movimento. Su una vintage controllo che la carica manuale funzioni correttamente e chiedo quando è stata fatta l’ultima revisione. Su una moderna verifico la carica automatica e lo stato generale.

I documenti. Certificato d’Origine e garanzia per le moderne, eventuale Estratto dagli Archivi per le vintage, ricevute di assistenza Patek per entrambe. Cosa sono, come si chiedono e quanto pesano l’ho spiegato nella guida alla Patek Philippe usata e vintage.

Se la tua Ellipse è un orologio di famiglia e non sai da dove cominciare, può esserti utile anche la guida alla valutazione degli orologi vecchi.

Come valuto la tua Ellipse

Se hai una Patek Philippe Ellipse, mandami su WhatsApp queste foto, con luce naturale e senza flash:

  • il quadrante dritto, con le scritte leggibili;
  • il fondello, ed eventuali numeri di referenza o di cassa visibili;
  • il profilo della cassa dal lato della corona;
  • il bracciale intero o il cinturino con la fibbia;
  • i documenti, se ci sono (puoi coprire i dati personali).

Ti rispondo entro 30 minuti con la referenza e una valutazione motivata. Se decidi di vendere, verifico l’orologio dal vivo e ti pago con bonifico istantaneo al momento del ritiro. Se cerchi un altro classico Patek dalla linea essenziale, c’è la guida al Patek Philippe Calatrava; per le collezioni pensate per il polso femminile, quella ai Patek Philippe da donna.

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Fonti: la pagina della collezione Golden Ellipse e le schede delle sei referenze attuali sul sito di Patek Philippe; le schede di lotto Sotheby’s della 3548 e della 3548/1. Lette il 15 ottobre 2026.

Domande frequenti

Chi ha scritto questa guida

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Angelo Montanari

Angelo Montanari è il consulente specializzato nella valutazione di orologi Rolex dietro valutazione-orologi.it. Da oltre 25 anni analizza referenze, condizioni e dinamiche del mercato secondario. Ha supportato centinaia di privati e collezionisti nella stima e vendita del loro Rolex — con 147+ recensioni verificate su Google Maps. Attraverso valutazione-orologi.it supporta privati e collezionisti nella stima reale e trasparente dei propri orologi, fornendo analisi basate su dati di mercato aggiornati, condizioni dell’esemplare e rarità della referenza. Il suo approccio unisce competenza tecnica, conoscenza del mercato e attenzione alla massima riservatezza nelle operazioni di vendita e valutazione.

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